lunedì 20 febbraio 2017

無题

I suoi capelli profumati d'ambrosia ondeggiavano ai soffi leggeri di un vento caldo. Gli piaceva camminare nella città deserta all'ora del meriggio quando tutto il popolo desinava con pietanze semplici e puzzolenti. Lo avevano sempre disgustato le convinzioni sociali che ci fosse un'ora prestabilita per i pasti che ci fosse un'ora prestabilita per le funzioni religiose che la vita di ogni singolo uomo fosse tesa alla creazione di una pulciosa famiglia e poi giungere felici e ormai decrepiti alla dolce morte. Lui no, non voleva e non avrebbe vissuto in questo modo, in realtà non avrebbe vissuto punto. Ma questa è un'altra storia. Lui voleva amare, amare e basta. Al centro dei suoi desideri c'era una graziosa fanciulla dalla pelle olivastra di cui si era follemente innamorato quando l'aveva notata durante la funzione del sabato, gli era apparsa in quel momento in tutto il suo splendore in quel vestitino leggero che lasciava intravedere i seni ancora vergini. Mentre era immerso in questi erotici pensieri accadde qualcosa che non era previsto, nel vicolo buio in cui era entrato come tutti i giorni per soddisfare la sua sete di autoerotismo, c'era qualcuno, sentì un dolore alla nuca e poi buio. Nell'Abisso di sofferenze in cui sprofondò gli sembrò di percepire un vociare confuso, quello che sembrava essere il suo sangue gli otturava gli occhi e l'odore del sudore misto alle lacrime gli flagellava le narici.

Nel buco umido nel quale si risvegliò dopo la tortura si ritrovò stranamente eccitato e in quel momento di solitudine, in cui una morte di stenti incombeva pesantemente sulla sua anima si accorse che l'unica cosa che gli avrebbe provocato piacere erano proprio quegli orrendi fori che gli deturpavano le mani e che tre giorni prima, ora ricordava, gli avevano procurato così tanto dolore.

(Da Neottopoieore)

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