lunedì 17 marzo 2014

L'omino disegnato

C'era un omino che felice stava nel suo bianco foglio. Non vero uomo, ma piatto tracciato. Cerchio, linea, punto: questo era lui. La vita scorreva colla punta adorata, che di nera essenza chiara forgiava, strusciando sul bianco, vita formale.

Un giorno rosa, la gomma sciolse creato e creatore. L'omino disperato chiese aiuto ad un saggio. La barba incavata nei solchi del viso diede visto a fumose parole:

"dolce legno,
tristo all'abbandono,
son forse io degno
di 'noscer ch'io sono?

tu sei la chiave
di tutto, in vero
arrivar senza nave
posso fuor di pensiero?"

Stordito, poverino, l'omino s'incamminò avvilito. Il verde ingrigito gli riempiva i piedi, sfinito l'omino arrirrivò al burrone.
Profondo foro per unire storie, vite, visioni. Lì l'omino si fermò e fece capanna.

Arduo è a me l'epitaffio di cotal sogno: tutti di un buco abbiam bisogno.

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