Avete presente quei momenti, ricorrenti in quasi tutte le serate con amici, in cui ci si sente improvvisamente soli e lontani da tutti nonostante si sia in mezzo alla gente? Bene: la mia storia inizia da uno di questi momenti. È una storia qualsiasi, di quelle che accadono senza che nessuno se ne accorga, nemmeno chi ne è protagonista; eppure queste storie accadono, e per soddisfare non so quale sfizio vi racconterò la mia.
Ero, dicevo, in una di quelle occasioni speciali nelle quali si deve assolutamente uscire e per le quali si manifesta sempre una grande gioia, indipendentemente da cosa si vuole fare realmente, e cercavo di confondere la mia tristezza con l'euforia generica cui nessuno fa caso alle feste. In fondo è facile fingersi felici quando si è tristi: basta esasperare il proprio comportamento a tal punto da rendersi irriconoscibili, così che tutti ti riconoscano per quello che non sei. Non ha molto senso, lo so, ma che ci volete fare? Ero a una festa, quindi ero sballato.
“Questo” dicevo a un mio amico mentre mi versavo l’ennesimo drink “è esattamente il tipo di pensieri che si hanno solo da ubriachi, e che ti sembrano profonde verità, ma solo perché sei ubriaco. Credo sia per questo che la gente crede che l’alcool riveli la verità. Un ubriaco può credere a qualunque cosa e renderla profondissima nella sua mente, mentre da sobrio questo processo è impossibile.” Come al solito vaneggiavo, ma non era importante: nessuno ascolta quel che dici alle feste. A dire il vero nessuno fa caso a quello che dici e fai, tanto che sembra che uno possa venire a una festa e poi starsene in silenzio in un angolo per tutto il tempo, ma se lo fai davvero sei un guastafeste. Devi venire e divertirti, ma non importa chi tu sia né come tu lo faccia. Una volta provai a non andare a una festa cui avevo dato per certa la mia partecipazione: non solo la cosa mi fu rinfacciata a vita, ma tutti mi garantirono che la serata era andata per il meglio, quasi che la mia assenza avesse solo migliorato le cose. Ma naturalmente ero mancato a tutti e alla prossima festa sarei dovuto assolutamente venire.
Ero avvolto in questa nebbia di pensieri, da cui ogni tanto facevo emergere qualche relitto che condividevo con chi mi stava attorno, quando a un tratto il mio amico mi interrompe e mi fa “La vedi quella ragazza laggiù?”
Apro una parentesi: mi rendo conto solo ora che parlare di una storia che mi riguarda senza prima presentarmi un minimo rende il tutto un po’ insensato e forse anche noioso. Dunque, sono un ragazzo cresciuto a X, figlio di tal de tali, che ha sempre apprezzato la compagnia di un buon numero di amici. Alcuni di questi miei amici ultimamente si erano messi in testa di trovarmi una dolce compagnia, non so per quale motivo: forse perché tutti loro l’avevano, o perché alla nostra età è consuetudine che uno faccia certe cose, o forse ancora per divertirsi un po’ con qualcosa di nuovo come fanno spesso gli adolescenti annoiati. Dovete anche sapere che io avevo un piccolo vizio, caratteristico di me in particolare, che seguivo da qualche anno a questa parte e che seguo tuttora: ogni volta che salivo o scendevo dei gradini, evitavo accuratamente di calpestare il secondo. Era una di quelle particolarità insensate che rendono unica la nostra personalità, e che ci decidiamo arbitrariamente di tanto in tanto per distinguerci da chi ci è più vicino: per questo due persone identiche possono crescere solo in ambienti separati, e i sosia di noi stessi si trovano sempre all’altro capo del mondo. Solo che all’altro capo del mondo c’è l’Oceano Indiano.
“La vedi quella ragazza laggiù? Potrebbe fare al caso tuo. È simpatica...” -il che è da sempre la classica scusa per appiopparti chiunque: guardatevi da chi vi dice “ho conosciuto un tipo molto simpatico, stasera te lo presento, dai”- “...è simpatica, e ha un segno particolare che credo ti piacerà: quando sale le scale salta sempre il primo gradino.” Ecco, la storia vera e propria in effetti iniziava qui, e credo sia facile da immaginare: la ragazza assunse subito ai miei occhi una luce quasi angelica, e dopo un breve corteggiamento siamo finiti insieme. Insomma, quando poteva ricapitarmi un’occasione simile? Una ragazza bella, intelligente e simpatica che per di più condivideva anche i miei stessi gusti, tanto che anche lei ogni volta saltava un particolare gradino di ogni scalinata! Cosa volere di più? Inutile dire che eravamo in perfetta sintonia, stavamo sempre insieme, condividevamo ogni cosa, a un certo punto del nostro rapporto eravamo a un gradino dallo sposarci e vivere per sempre insieme. Peccato che quel gradino fosse proprio il secondo.
In effetti, per una serie di motivi che non sto qui a spiegare, dopo qualche tempo la ragazza iniziava a venirmi a noia, lei e quella sua strana mania con il primo gradino. Insomma, chi al mondo poteva mai avere un vizio così assurdo? Perchè diamine doveva esasperarmi ogni volta con questa storia che il primo gradino non andava toccato? Come se ci fosse una buona ragione per farlo, poi! Iniziammo a litigare sempre più di frequente e per motivi sempre più futili, smettendo di parlarci per intere giornate. Per farla breve, dopo qualche mese avevo già mandato al diavolo lei e tutto quel che la riguardava, e per dimenticarla, naturalmente, mi invitavano a decine di feste ogni settimana.
Ero proprio a una di queste immancabili occasioni di festa quando di nuovo mi si avvicina quel vecchio amico che già una volta mi aveva messo nei guai presentandomi quella sciagurata. “Non è andata molto bene con la tipa, eh?” E io lì, ad annuire senza neanche rispondergli mentre mi versavo un altro drink. “Non ti preoccupare; ho conosciuto qualcuno che te la farà dimenticare. La vedi quella ragazza laggiù?” E mi indica una tipa in un angolo, sorridente. “Credo che questa faccia proprio al caso tuo. È simpatica intelligente, e in più ha una particolarità che sicuramente apprezzerai: quando sale le scale salta sempre il terzo gradino.” E io d’improvviso mi giro verso il mio amico, con un sorriso timido che già mi si allarga sulla faccia; guardo la ragazza, i nostri sguardi si incrociano… E il resto è una storia tuttora in procinto di essere scritta.
Avete presente quei momenti, ricorrenti in quasi tutte le serate con amici, in cui ci si sente improvvisamente soli e lontani da tutti nonostante si sia in mezzo alla gente? Bene: in questi momenti, fatevi un favore, e invece di servirvi un altro drink e andare a festeggiare, guardatevi intorno, sceglietevi un angolo oscuro e inosservato e dirigetevi lì. E restateci.
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