Sarà finalmente pronto a tutto.
Avrà pianificato ogni singolo istante della sua vita per costruirsi una perfezione che gli andasse a genio, e presto avrà finalmente raggiunto i suoi scopi. Non dovrà temere più nulla, anzi, non dovrà nemmeno fare più nulla: le cose verranno da sé, come una mosca rientra all’alveare, ogni cosa seguirà il suo corso e tutto andrà come vorrà lui. Se anche ci saranno dei momenti imprevisti, se là fuori il mondo dovrà uscire dal suo asse e ogni cosa verrà messa in discussione, pure lui rimarrà sempre lì a guardia del suo angolo di perfezione in cui l’apocalisse non sarà arrivato, anzi, avrà solo migliorato le cose. Se una corrente particolare scombinerà i pensieri di tutti, se un uragano di novità creerà il panico tra tutti quei miseri insetti che svolazzano a caso nell’aria, lui resterà saldo nelle sue posizioni, e forse rinforzerà un poco quei punti colpiti dal vento, ma solo se necessario: non dovrà nemmeno mostrarsi debole. E quando la tempesta farà rintanare tutti i suoi avversari, lui si compiacerà nel vederli fuggire terrorizzati e poi riderà delle loro debolezze, senza offrire nessun aiuto, cinicamente forte nella sua perfezione.
Ah, che cosa meravigliosa la vita! Soggiogherà a sé tutti i deboli che gli si avvicineranno, forse senza nemmeno accorgersene, o forse attirati da qualcosa, magari dalla sua forza, dalla sua sicurezza. Avrà tutto quello che gli servirà, senza sforzi, senza fatica: delle linee invisibili, da lui precedentemente tessute, porteranno a sé tutti i risultati che altri faticosamente andranno a cercare, cercando nella propria vita come api in cerca di fiori. Ma lui no, lui i fiori li avrà già con sé: e anche le api, anzi! Tutto quello che dovrà fare sarà rilassarsi e stare attento che la sua costruzione, la sua opera d’arte, quel capolavoro che lo renderà così forte, stare attento che non crolli, non si danneggi, adattarlo quel che basta a mantenerlo immutato e perfetto. Resterà mente e corpo al centro della tela, sentirà ogni minima vibrazione e agirà di conseguenza. Si guarderà attorno con i suoi otto occhi, pur senza avere nessun bisogno di guardare: anzi, sentirà tutto con le sue otto zampe, immobile ma pronto a scattare al minimo cenno di movimento. Quante mosche si impiglieranno così volentieri in quel suo capolavoro che gli darà di che vivere per sempre! Quanti sciocchi insetti troveranno la morte in quel che lui avrà così faticosamente costruito in vita! Sì. Lui, l’unico, grande, inimitabile e onnipotente, saldo in una tempesta di sciagure, legato stretto ai suoi immutabili valori perfetti e assoluti come la pioggia!
Questo pensava guardando gli altri muoversi ed esplorare un mondo pieno di varietà sotto un sole ridente e primaverile, vedendoli amarsi ignari dell’alone di morte che li circondava. Così andrà. Così deve andare.
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