giovedì 19 gennaio 2017

ADE®

Per questo racconto dobbiamo chiedere ai gentili lettori di avere pazienza, poiché dovremo portarli fin nelle viscere della terra solo per trovare qualcosa che scopriranno essere a loro portata di mano. Chiediamo quindi anticipatamente scusa a tutti se, anche dopo aver sopportato la fatica di questo viaggio immaginario, il racconto non li soddisferà, o la narrazione sembrerà blanda, o il contenuto risulterà offensivo, o comunque se in qualche modo avremo urtato la vostra suscettibilità virtuale in qualunque maniera, giacché questo non è assolutamente il nostro intento.
Ci troviamo, dicevamo, nelle viscere della terra: nel luogo in assoluto più freddo, brutale e inospitale che ci sia al mondo, e anche in tutti i posti attorno. Uno di quei luoghi di cui si narra nelle favole per bambini, nei libri sacri e in simili opere letterarie, che fanno di solito da casa per lupi, stregoni, spettri, demoni, spiriti, dei e altre creature fantastiche. Anche questo luogo oscuro e sgradevole è in effetti abitato da qualcuno: ci si trova difatti un anziano signore, attempato ma sempre arzillo, unico proprietario di una prolifica azienda vecchia quasi quanto lui, serio lavoratore, ambizioso ma sempre attento ai bisogni e ai desideri di tutti. E con lui vivono tutti i suoi dipendenti, gente seria, impegnata nel proprio lavoro e pronta a portarlo a fondo a qualunque costo, più tutta la servitù e i clienti e anche qualche altro strano personaggio di passaggio. Insomma, questo luogo oscuro e sgradevole è in realtà uno dei più affollati di tutto il mondo, e il vecchietto di cui parliamo è uno dei signori più occupati che ci siano. Il suo nome, nel caso ve lo foste chiesto, è Lucifero, e la sua azienda è l’Associated Devils Enterprise (ADE), ma sono entrambi chiamati in molti altri modi: Satana, Belzebù, Demonio, “lo ‘mperador del doloroso regno” ecc. ecc.. Al tempo di questo racconto, comunque, il distinto signor Lucifero era nella sala riunione dell’ADE e aveva convocato i dirigenti più importanti per un rapporto sull’andamento degli affari. Girava attorno al grande tavolo al quale erano seduti tutti i dirigenti e ascoltava, serio in volto, tutto ciò che gli dicevano, annuendo di tanto in tanto per mostrare la sua approvazione. I suoi sottoposti invece erano tutti molto nervosi, e non li si può biasimare: avendo Lucifero com’è noto “tre facce a la sua testa”, è sempre difficile capire dove bisogna guardarlo quando gli si parla. E la riunione proseguiva con calma:
Il signor Homon Sal, un vecchio di inequiparabile saggezza, garantiva che gli umani erano ancora tormentati dai più grandi dubbi esistenziali, e il suo reparto continuava a sfornare letterati e filosofi che tenessero l’umanità angosciata dall’assenza di ideali e valori.
Il dottor A.B.Raham mostrava come prova del disfacimento delle famiglie mortali un pranzo di Natale in cui ansie, odio e sotterfugi condivano l’arrosto ed era fiero nell’elencare le famiglie distrutte quell’anno.
L’egregia e stimata signorina Lilith, assieme alla sua seconda Eva, sostenevano di prodigarsi perché non ci fosse più traccia di relazioni felici in tutto il mondo, e Lucifero come sempre encomiava i loro sforzi.
Don Mow Sis era convinto che non vi fosse quasi più nessuno confortato dalla religione e che il suo reparto aveva ancora il pieno controllo della Chiesa e delle sue depravazioni.
Joe Shua si assicurava che gli umani continuassero a uccidersi a vicenda in guerre lunghe e sanguinose, Davide faceva sì che il perdono restasse solo un’usanza del passato, e così via insomma tutti i presenti si assicuravano che le cose andassero per il meglio, pardon, per il peggio tra gli uomini in ogni parte del mondo. Anche il vicepresidente, un cocco di papà che era antipatico a tutti lì, persino a Lucifero, ma era stato raccomandato dalla sua famiglia influente e dunque ricopriva quella carica, anche lui guardava con soddisfazione come tutto andasse avanti senza il suo intervento: l’ultima volta che era salito sulla terra aveva fatto un po’ di casino, quindi ora si limitava a coordinare i vari reparti. Nonostante tutto andasse a gonfie vele, però, il Grande Capo non sembrava affatto contento. Continuava a girare e a fare smorfie con le sue tre bocche, e annuiva solo automaticamente, senza crederci davvero, come se ci fosse qualcosa che lo disturbasse. Infine saltò sul tavolo infuriato e gridò: “Basta! Ma insomma! Sono stanco di vedervi tutti così felici e compiaciuti! Dov’è finita l’innovazione? Dov’è l’estro artistico? Siamo l’Inferno, non un vecchio ufficio polveroso e deprimente! Quelle cose lasciatele agli umani!”
Nessuno fiatò, ovviamente. Persino quello sprovveduto del vicepresidente riconobbe che stavolta il capo era davvero arrabbiato.
Ci vuole qualcosa di nuovo, qualcosa di grande!” proseguì Lucifero “Qualcosa che lasci finalmente tutti gli umani senza nessuna speranza, che li atterri in ogni momento e in ogni luogo e che ci consenta di intervenire quando e come vogliamo! La Chiesa da sola non basta, devo inventarmi qualcos’altro. Qualcosa di superiore, che tenga gli uomini in uno stato di paura perenne, che possa defraudarli dei loro stessi beni, che non lasci altro scampo che quello di sottomettersi, che...” si interruppe, folgorato da un’idea illuminante. Un gran sorriso gli si allargò su tutte e tre i volti e scrutò con attenzione i suoi sottoposti, chiedendosi che di loro sarebbe stato adatto all’incarico che aveva in mente. Decise infine di occuparsene personalmente.
Qualche giorno dopo, in una delle più grandi città degli uomini, tutti si accalcavano attorno a un nuovo edificio sorto come per mistero proprio nel mezzo del centro cittadino. L’edificio era grande, bello, pulito, e faceva davvero un’ottima impressione. I primi che entrarono si trovarono davanti a un signore un po’ attempato, ma sorridente e dall’aspetto assai cordiale, che li guardò con serenità e li salutò tranquillo. Dietro di lui c’era un grande cartello con su scritto “PD – Partito Democratico”.

Nessun commento:

Posta un commento