martedì 17 gennaio 2017

Storia zen

"Gran maestro il cui nome nemmeno di pronunziare siamo degni, siamo saliti su questo monte dall'aria pura per placare la nostra sete, ferma la nostra arsura, rivelaci il mistero dell'universo ".
Turbato nella sua comunione col mondo, il saggio scrutò  i suoi interlocutori, e vide che li amava. Da sotto la lunga barba lasciò uscire queste parole: "come vi chiamate?"
"O grande saggio, il mio nome è San Jao Fang e questi sono i miei fedeli compagni, Shui e Huo e siamo saliti su questo monte dall'aria pura per placare la nostra sete, ti imploriamo, ferma la nostra arsura". Il vecchio scrutò i loro cuori, e vide che li amava. Così iniziò il suo mito. "In principio tutto era perfetto. Nel Caos, Dio era l'Universo e l'Universo era Dio. Un enorme serpente che viveva negli angoli più remoti del cuore di Dio, si separò da lui. Separandosene, lo vide e se ne innamorò. Mentre Dio dormiva, il serpente si avvinghiò al suo possente membro e ne trasse il seme, che custodì per tre giorni e tre notti sotto la lingua. Il quarto giorno il serpente divenne fecondo, e partorì la Luna. Dio vide la luna e seppe nel profondo della sua anima che era cosa buona, e decise di creare il Sole. Il Sole si innamorò della Luna e chiese a Dio di potersi unire in matrimonio con lei.
Dio, conoscendo che l'Universo era ormai corrotto, acconsentì, ma impose che la loro unione fosse casta. I giorni tra il Sole e la Luna trascorrevano felici, ma la Luna, che era nata dalla fecondità di Dio, sentiva il bisogno di generare una discendenza. Il Sole rispettava Dio, e non avrebbe mai trasgredito i suoi ordini. Sapendo questo, la Luna tramò un piano con suo padre, il serpente. Egli, dalle ultime gocce rimaste del seme di Dio, creò il vino. Una sera, mentre la Luna ed il Sole parlavano con Dio, la Luna offrì in dono a Dio il vino. Si trattava di un vino sacro, molto più forte di quello degli uomini. Bastò un solo bicchiere e Dio si ubriacò.  La Luna sfrutto quindi il momento per chiedere a Dio una discendenza, ed egli - coll'animo annebbiato dal nettare divino- acconsentì. Allora Dio, che nemmeno  in stato di ebbrezza può negare i suoi comandi, per preservare la castità della Luna, con un tuono fragoroso creò il mondo, gli animali e gli uomini. Il mattino seguente Dio vide che ciò che aveva fatto, e vide che il Caos aveva perso la sua perfezione. Dio vide gli uomini e vide che li amava, ma vide che gli uomini avevano inventato il sesso. Dio li disprezzò per questo". 
Il vecchio saggio accennò un sorriso impercettibile, e queste furono le ultime parole che rivolse ad un mortale:
"Dio disprezzava il sesso e decise di donare agli uomini una forma di Amore più pura, che li avvicinasse a lui.
Fu così che Dio creò i piedi di Uma Thurman".

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